Itinerario di viaggio in Perù – 2a parte

Trovate la prima parte di questo itinerario di 17 giorni qui.

9° giorno: Partenza per Cusco, la più bella e affascinante città incaica del Perù. Durante il trasferimento visita alla chiesa barocca di Andahuayllas (definita la Cappella Sistina del Sudamerica) e alle rovine Wari di Pikillacta.

Nota: Da bambina mi sono appassionata all’Egitto e agli egizi per colpa di Asterix e Obelix, secondo voi prima di andare a Cusco che cosa mi sono riguardata per l’ennesima volta??? Esatto!! Le Follie dell’Imperatore Kuzco. Mi raccomando, è obbligatorio!

10° giorno: Visita di Cusco, una città in cui perdersi per bellezza e serenità. Prendete un caffè a Plaza de Armas, sedetevi sulle panchine dei giardini e ammirate le splendide nuvole. Visitate la chiesa gesuita e poi dirigetevi a pranzo al quartiere di San Blas, anche detto quartiere degli artigiani e degli artisti. Attenti alle borse, qui come in tutto il mondo. Che ne dite poi di un giro al Museo del Chocolate? È una catena di caffetteria/negozi abbastanza diffusa nel Sud America, ci sono anche dei laboratori di pasticceria. Provate l’alfajor de chocolate e l’infuso con scorze di fave di cacao. Fantastico! Potete anche comprarlo e siccome ne sentirete la mancanza lo trovate anche qui.

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11° giorno: Visita del complesso monumentale di Koricancha, della fortezza Sacsayhuaman e dei siti di Puca Pucara, Qenko e Tambo Machay. Quello che spicca dalla visita di questi siti è l’abilità incaica di incastrare pietre enormi alla perfezione senza utilizzare alcun tipo di malta. Le pietre che compongono le mura di questi siti aderiscono così bene l’una all’altra da non riuscire a far passare nemmeno un foglio di carta. Un’opera meravigliosa di ingegneria. Che mistero riuscire a lavorare così bene la pietra e riuscire a spostare massi enormi senza alcun aiuto tecnologico. Ogni giorno passato in Perù è dedicato allo stupore.

12° giorno: Visita del grande mercato artigianale di Pisac, situato nella valle sacra (Valle Sagrado, perché ricca di risorse naturali sin dai tempi degli inca, soprattutto grano). Partenza per Urubamba per l’incontro e il pranzo coi ragazzi della casa famiglia Mosoq Runa. Ada è una signora partita dall’Italia tanti anni fa con l’idea di creare una casa di accoglienza per i bambini peruviani più sfortunati che sono moltissimi e versano in situazioni davvero difficili. Ada fa molto per loro, li tiene con sé tutta la settimana dando loro istruzione, cibo e alloggio. Ha bisogno di fondi per poter continuare. Prima di partire per il Perù concordate con lei una visita, chiedete di cosa hanno bisogno i bambini, portate loro quello che serve e lasciate una donazione. Hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile. Grazie.

13° giorno: Escursione alle Saline di Maras e ai siti archelogici di Moray e Ollantaytambo. Maras e Moray sono tra i paesaggi più incredibili che io abbia mai visto. Le saline risalgono ai tempi degli inca quando scoprirono che il fiumiciattolo che dalla montagna finiva nella valle era salato e che avrebbero potuto ricavarne del sale. Così hanno costruito migliaia di ingegnosissime pozze che sono anche magnifiche da vedere. Moray invece era una sorta di laboratorio dell’antichità dove valutare il rapporto tra tipologia di cereale e altitudine e studiarne la resa. Anche Ollantaytambo ha il suo fascino, la salita dei gradini è difficile, procedete con calma e piano piano arriverete in cima.

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Abbiamo lasciato le valigie nell’hotel di Cusco facendo una sola notte a Ollantaytambo dove c’è la stazione dell’Inca Rail, il treno panoramico che porta ad Aguas Calientes, ovvero il paesino più vicino a Macchu Picchu oltre che – come dice il nome – famosa fonte termale.

14° giorno: Partenza in treno da Ollantaytambo per Aguas Calientes. Il viaggio è magico, il tetto del treno ha dei vetri per poter ammirare la bellezza del paesaggio. Lungo la ferrovia corre anche il percorso di trekking che consente di arrivare a Macchu Picchu a piedi. Alla stazione di Aguas Calientes abbiamo preso un pullman per salire fino a Macchu Picchu. C’è un grande traffico e pullman affollatissimi, più che la strada per Macchu Picchu sembra quella per Gardaland. Potete anche farla a piedi, ma la salita è abbastanza impegnativa e soprattutto in mezzo al traffico e alla polvere. Vi conviene risparmiare le energie.

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Ci sono parole per descrivere Macchu Picchu? No. Forse ‘magico’. Mi avevano detto “Vedrai” e infatti sono rimasta ammutolita dalla bellezza di queste rovine posizionate sul pendio di una montagna. Di fronte il monte appuntito Wayna Picchu che nasconde la cittadina di Aguas Calientes e tutto intorno una valle splendida. Ovunque ci si gira il panorama è mozzafiato. È impossibile scampare alla domanda: “Ma come hanno fatto a costruire sta cosa quassù?” ce la siamo posta tutti.

Problemi: è schifosamente PIENO di gente. C’è gente ovunque. È difficile fare foto, c’è chi spinge, c’è disordine, il primo tratto è in salita, è stretto e comune per tutti ed è stato un incubo. Poi si aprono più strade, più possibilità, più aria e ne vale davvero la pena in ogni caso. È risaputo che l’Unesco ha posto un tetto per il numero di visitatori che stanno devastando il sito, inquinando e portandosi via ricordini… ho visto con i miei occhi delle persone che prendevano piccole pietre dai muri. Ma cosa diavolo te ne fai in casa tua? Non sta meglio lì al suo posto? In Perù ho fatto il pieno di stronzate!!! Gente che si lamentava degli alberghi e che rubava reperti. State a casa vostra che è così bella e comoda.

Nonostante tutto questo Macchu Picchu è incredibile. Sembra impensabile di essere arrivati fin lì, io non volevo più andarmene. È un sogno.

Anche la sera ad Aguas Calientes è stata bellissima, perché dopo tanti giorni passati ai 3.600 m di Cusco finalmente ci si trova a ‘soli’ 2.000 m. Invece di uscire la sera con la giacca a vento – ah, ad agosto ci si veste a cipolla: giacca a vento, felpa e maglietta il mattino, piano piano ci si spoglia degli strati e nel pomeriggio piano piano ci si rimette ogni strato – si esce solo con la felpa! Ne abbiamo approfittato per andare alle terme. Molto molto belle! L’acqua è parecchio sulfurea, non portate costumi dai colori delicati o diventeranno giallognoli.

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Impossibile perdersi il pisco ad Aguas Calientes: pura acquavite peruviana. Da provare!
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Belline vero le cavie peruviane? Non affezionatevi troppo 😦

15° giorno: Partenza in treno per Ollantaytambo e proseguimento in bus per Cusco.

16° giorno: Volo per Lima e visita del quartiere Miraflores (Leggete per favore La zia Julia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa). Sono riuscita a visitare Lima solo per poche ore prima di stare parecchio male. In quell’occasione deliravo ed ero terrorizzata dall’idea di finire l’acqua frizzante e mi aggiravo per i corridoi del meraviglioso Gran Hotel Bolivar cercando acqua. Momenti magici in cui vedi gli unicorni fino a quando la tachipirina non ti aiuta a tornare alla realtà. Due parole su questo meraviglioso hotel dove vi consiglio di stare sia il primo giorno che l’ultimo dell’itinerario. È stato costruito negli anni ’20 e ha degli accenni liberty, tra cui una splendida cupola in vetro che lo rende tappa obbligata di ogni visita guidata a Lima. Non è chiaramente un albergo tecnologico, anzi, ha molti acciacchi, ci sono le catene più moderne nel quartiere di Miraflores, ma questo albergo sembra il set di un film di Kubrick. I corridoi sono immensi e a perdersi, i bagni hanno il gusto di altri tempi, le luci sono decorate con finti cristalli e i fili rotti pendono in una decadente bellezza. Le camere hanno l’anticamera con lo scrittoio. Le porte scricchiolano. Da qui sono passati i diplomatici di tutto il mondo, presidenti, celebrità. Prima dell’avvento delle varie catene internazionali questo era L’Albergo per eccellenza. Io non posso fare altro che consigliarvelo.

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17° giorno:  Partenza per l’aeroporto per il volo di ritorno in Italia. Arrivate 3 ore prima in aeroporto e non comprate fossili mentre siete in Perù per favore, sennò vi fermano chiaramente e ovviamente in dogana – vista anche questa – non portate foglie di coca a casa, perché anche se si tratta di una pianta e non di un preparato chimico è comunque illegale in Italia.

Poi tornate a casa, vi chiederanno di raccontare e voi… voi non saprete da che punto iniziare.

10 pensieri riguardo “Itinerario di viaggio in Perù – 2a parte

  1. … il cosiglio di vedere il film disney “le follie dell’Imperatore” è arrivato giusto in tempo per la pausa pranzo
    … il film che non avevo ancora visto è meravigliosamente divertente e quanto mai in tema, grazie della dritta !!!

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    1. Mi fa super piacere, non sai quanto! Basta con il materiale serio, mettiamo un po’ di colore 😀 C’è anche la serie animata che è imperdibile con Kuzco egocentrico al massimo, è davvero divertentissima!

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  2. Che bella descrizione di viaggio, soprattutto ora che sto programmando il mio viaggio in Perù!!hai dato davvero ottimi consigli!!! Ma una domanda rimane…alla fine, li hai visti i cincillà? 😝 ( ho due meravigliosi cincillà a casa, te lo chiedo perché sono di parte!)

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    1. Grazie mille, Monica, mi fa piacere poter essere di aiuto. Dai, anche io una cinci 🙂 Sì, ne ho avvistato uno, ma più che altro viscacce perchè sono molto più grandi. È difficile vederli, si nascondono e si mimetizzano tra le rocce, guardati intorno mentre vai dal passo a 5.000 m fino a Chivay, lì ci sono sicuramente. Arrivando a Chivay ricordo una strada a tornanti che costeggiava una parete di roccia. Li ho avvistati lì. Buonissimo viaggio, dunque!

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