Itinerario di viaggio in Perù – 1a parte

Mi è venuta la fissa del Perù all’età di 6 anni, nel 1988, quando mi avevano regalato un libro di Walt Disney che sostanzialmente descriveva ai bimbi la fauna andina. Lo sapevo a memoria e anche durante il viaggio in Perù qualcuno del gruppo di amici (alcuni amici, alcuni aggiunti) con cui viaggiavo mi ha chiamata Piera Angela perchè ero riuscita ad avvistare e distinguere le viscacce di montagna. Qualcuno invece mi aveva dato dell’ignorante perchè parlavo dei cincillà peruviani: “Cincillà? in Perù? Questa è scema“. Ti ho sentito benissimo e me la sono legata al dito. Certo, perchè i cincillà hanno una pelliccia folta per stare a Miami, no?? Piera Angela… sto ancora ridendo.

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Mi sono portata il libro in Perù. Mi sembrava giusto. Foto ricordo sul Lago Titicaca che ho taaanto sognato per tutta la vita!

 

Premesse

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Questo è il percorso classico di un viaggio in Perù. Ragazzi è lunghissima, ogni spostamento da una città all’altra richiede interminabili ore, ma sapete perchè nessuno vola direttamente da Lima a Cuzco? Perchè Lima è sul mare, Cusco a 3.200 metri slm. Si fa tutto il giro del Perù per abituare il corpo all’altitudine. Questo viaggio infatti non è esattamente facile per il nostro corpo che chiaramente non è abituato a stare a 3, 4 o 5.000 m. Se si vola direttamente da Lima a Cuzco è molto probabile che arrivi il soroche, ovvero un orrendo e irremovibile cerchio alla testa. Alzando piano piano il tiro nel corso del viaggio invece il corpo si abitua senza stare male.

Se avete la pressione alta consultate il medico prima di partire per il Perù. Camminate piano a certe altitudini, vi sembrerà di poter correre, ma non potete. Fate tutto con molta calma. Io ricordo di aver avuto il fiatone piegandomi a terra per recuperare cose nella valigia. Bisogna procedere con molta calma. Ho sentito e visto persone che hanno dovuto saltare tappe del viaggio e riposarsi a letto per le difficoltà fisiche. Io sono stata bene tranne un piccolo episodio di nausea la prima notte a Chivay a 3600 m. poi è passato tutto. Attenzione anche ai farmaci che consigliano in Perù per il soroche, sono sostanzialmente aspirine, se siete allergici evitate, ho visto anche questa!

In Perù vendono anche questa sorta di acqua aromatizzata che va annusata e che dovrebbe aiutare ad abituarsi all’altitudine, non so dirvi se funzioni, non l’ho provata.

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Agua de Florida per l’altitudine e vicuñita

Itinerario per un viaggio attraverso il Perù in 17 giorni

1° giorno: volo, noi si è fatto da Bologna ad Amsterdam e proseguimento per Lima con KLM. Altamente consigliata! Iberia ha avuto per anni il dominio sul Sud America, finalmente c’è della concorrenza perchè i prezzi di Iberia sono ingestibili, oltre al fatto che ho trovato un volo intercontinentale Iberia di 10 ore senza schermetto. Non è una tragedia, ma perchè cercare il freddo nel letto? Come dicono dalle mie parti.

2° giorno: Lima, visita del Museo Nazionale di Archeologia e Antropologia per un primo incontro con le varie culture che troveremo durante il viaggio, visita necessaria per capire la storia del paese e affrontare il viaggio preparati. Poi trasferimento a Pisco e durante il tragitto visita al sito archeologico di Pachacamac. A Pisco nel 2007 c’è stato un violentissimo terremoto che ha distrutto gran parte della cittadina. Tutti gli hotel della città quindi non sono perfetti. Sono modesti e non esattamente finiti. Almeno così li ho visti nel 2012. Vi consiglio l’hotel San Jorge Residencial. Portatevi i tappi per le orecchie. Ogni casupola di Pisco ha un piccolo cortile interno con galli e galline. Ai numerosissimi galli piace cantare la mattina presto, si sa. Inizia uno e parte la banda. Se poi non ce l’hanno fatta i galli a svegliarvi ci potrebbe pensare il terremoto che mi ha tirata giù dal letto alle 5 del mattino. Era molto lieve, ma sufficiente per non farti più chiudere occhio.

3° giorno: Escursione alle isole Ballestas, habitat di migliaia uccelli, otarie, leoni marini, pinguini di Humboldt (quanto li ho sognati i pinguini di Humboldt). Dalla barca si vede il famoso “Candelabro” posto su un’altura nel deserto di Paracas.

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Il famoso “Candelabro” – petroglifo della civiltà Paracas probabilmente utilizzato come punto di riferimento con cui orientarsi

La cosa che più mi ha incuriosito delle Ballestas – dopo i pinguini di Humboldt, chiaramente – è il guano, perché le isole ne sono letteralmente ricoperte. Sapete che il guano è il prodotto più esportato del Perù? Anzi, la parola stessa guano deriva dal quechua huano, praticamente è un’ “invenzione” peruviana molto antica. Lo rivende in tutto il mondo come concime e… come ingrediente per gli esplosivi. Proprio perché coperte di guano le isole non sono visitabili, l’escursione è interamente in barca.

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Poi partenza per Nazca e durante il viaggio ci siamo fermati all’oasi di Huacachina circondata da altissime dune di sabbia del deserto di Ica. Qui si può fare sandboard! L’oasi è qualcosa di speciale. Era la mia prima volta in un ambiente simile. Difficile descrivere la sensazione di essere circondati da alte dune gialle.

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4° giorno: In mattinata volo con piccoli aerei sopra le gigantesche e misteriose linee di Nazca – così era previsto da programma, ma c’era la nebbia e non è stato possibile partire fino alle 2 del pomeriggio. Tutti i gruppi erano in ritardo, ci abbiamo messo una vita. Tuttavia mi sento di darvi un consiglio fondamentale: resistete e non mangiate! Gli aerei sono molto piccoli e virano di 90° gradi per riuscire a farvi vedere le linee. Di solito ho uno stomaco di acciaio, pure io ho sofferto un pochino. Tanti ne sono usciti sconfitti… Non mangiate! Ma le linee sono qualcosa di meraviglioso, imperdibili! Sono tutt’ora un mistero e mi sono emozionata come poche altre volte. Sono enormi e disegnate alla perfezione. Se pensate che sono lì da duemila anni e che davvero si fatica a capire come i Nazca siano riusciti a costruire delle figure così imponenti senza aiuti tecnologici…

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La vedete la scimmia? È stato difficile fare le foto!

Successivamente visita al cimitero di Chauchilla con le tombe contenenti mummie in ottimo stato di conservazione e vari reperti. In questo cimitero abbiamo visto cose che voi umani… Chiaramente non è sorvegliato, le mummie se ne stanno in una buca a cielo aperto. Ne avevano rubata una poco prima che arrivassimo, tanto che una persona che lavora nel piccolo museo annesso ci diceva: “Le tre mummie… bla bla” E noi: “Veramente sono due“. Lui si gira e si accorge che improvvisamente ne manca una. “Pasa nada” dice e tutto intorno alla buca resti di questa mummia trafugata che se la sposti chiaramente si rovina e perde pezzi. Quella persona che mi aveva dato della scema per i cincillà, si china e raccoglie un pezzo di osso che si porta a casa. Non ho bisogno di commentare, vero?

Con 6 ore di ritardo partiamo per Arequipa, la città coloniale più famosa del Perù detta “la città bianca” perchè tutti gli edifici del centro sono costruiti con la splendida pietra sillar, di origine vulcanica.

5° giorno: Visitiamo Arequipa, il suo mercato e il monastero di Santa Catalina che è una piccola cittadella coloniale nonché ex convento di clausura.

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6° giorno: Partenza per la Valle del Colca. Durante il tragitto si raggiungono i 4.910 metri e c’è uno spettacolare paesaggio naturale con migliaia di alpaca, lama e vigogne. Digressione faunistica: i camelidi andini sono quattro, a questo elenco manca solo il più grande, il guanaco. Sputano solo allo stato brado, non se sono addomesticati. Hanno lane molto diverse per qualità, la più pregiata è chiaramente la vigogna che costa moltissimo anche in Perù. Occhio alle truffe. Io vi consiglio quella di alpaca, meno pregiata della vigogna, ma comunque di alta qualità. Anche qui attenzione alle fregature. Se costa poco non è alpaca, ma un misto. Comunque è durante questo tragitto che ho avvistato le viscacce.

La notte si dorme nel paesino di Chivay che ospita le famose terme. Fatele. Fa un freddo becco (ah, il mio viaggio l’ho fatto ad agosto) ed è meraviglioso immergersi nelle acque calde. L’unico problema è che è tutto all’aperto e tutta la vita vi passerà davanti mentre uscite dalla piscina calda per andare all’armadietto, asciugarvi e rivestirvi. Lo so. Ho scomodato le mie più colorite espressioni per l’occasione.

7° giorno: Visita del Canyon del Colca (il più profondo al mondo con i suoi 3.400 metri di altezza) dove normalmente si possono vedere i famosi Condor delle Ande nel loro habitat naturale. Sembrano normali volatili, neanche tanto grandi. Guardate l’ombra che proiettano in terra e vi renderete conto della loro maestosità. Ben 3 metri di apertura alare e ali che neanche si muovono perchè loro non fanno fatica, loro sfruttano con orgoglio le correnti.

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Poi si parte per Puno, sul lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo.

8° giorno: Ho aspettato questo giorno per tanti anni… finalmente: il lago Titicaca! È strano, perché si trova a un’altitudine eccezionale e perché è pieno di canne di totora che sbucano continuamente dall’acqua. Questa pianta è stata fondamentale per la creazione delle isole galleggianti degli Uros, nel bel mezzo del lago. Le isole sono interamente realizzate con queste canne intrecciate che poi… galleggiano. Sulle isole ormai non ci abita quasi più nessuno in modo fisso, sono turistiche, ma ci sono case, scuole, strutture comuni. È pieno di turisti, ma secondo me ne vale comunque la pena.

Nel pomeriggio abbiamo poi visitato le Chullpas di Sillustani che sono in sostanza torri funerarie. Ci accompagna un tizio del luogo che parla vagamente italiano, ma ci dice che le tombe sono del 2.ooo a.C. … strano, sono torri con grandi massi tagliati alla perfezione, la mia guida del National Geographic infatti dice tra il 1.000 e il 1.500 d.C., magari intendeva precolombiane… Non mi fisso troppo, capita di sbagliare. Se non che giungiamo alla riva del lago Umayo e ammiriamo tutti la splendida isola disabitata al centro del lago e i colori oro dell’erba cotta dal sole e la nostra ‘guida’ ci chiede se non ci sembra strana la forma dell’isola. Mmmh, no. “Ma come? Non vedete che è una specie di area di atterraggio? Per gli alieni“.

Ooook! Nella mia mente è partita la sigla di X-Files.

 

Continua…

7 pensieri riguardo “Itinerario di viaggio in Perù – 1a parte

  1. Molto bello il Perù, però mi sono sentito un po’ “legato” … tutti fanno lo stesso giro, incontri sempre le stesse persone ad ogni tappa, sia che tu vada con i tuoi mezzi, con quelli pubblici o con un tour privato … mi sembrava di essere un po’ in gita scolastica.

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    1. Dici? Non mi è capitato di incontrare le stesse persone. È vero che il giro è lo stesso per tutti, ma onestamente è così bello che non so se lo cambierei. L’unica cosa forse è che se fossi stata sola avrei aggiunto la tappa a Tiwanaku, prossima volta 🙂 La regola è: “sempre lasciare qualcosa indietro, c’è la scusa per tornare”.

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      1. Probabilmente saremo stati sfortunati, ma in ogni luogo vedevi sempre le stesse persone … non che sia negativo, ma mi ha fatto sentire un po’ legato, mi è mancata la “libertà” del viaggiatore 🙂

        Ad ogni modo il Perù è veramente un posto meraviglioso, anche niente sconfinamento in Bolivia … me lo segno per la prossima volta 🙂

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