Eziologia di una passione giapponese

Perchè innamorarsi di un Paese come il Giappone?

Non c’è una sola risposta, ce ne sono tante quante i colori dei capelli: infinite. D’altronde è vero per ogni Paese del mondo, basta un semplice, minuscolo dettaglio per farcene innamorare. Ed è altrettanto vero che ognuno di noi è un piccolo universo.

L’eziologia della mia “malattia” giapponese in realtà ho potuto comprenderla solo con il passare degli anni, non mi è stato chiaro subito e per spiegare questa passione ho bisogno di fare un salto negli anni ’80.

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Ero una bimba dalla fantasia fervida (che non mi hai mai abbandonata e che tuttora possiedo), divoravo libri e fumetti sin dalla più tenera età. Mi piaceva leggere Salgari, sognavo le avventure nella giungla con le tigri, leggevo Topolino esploratore, il Giornalino illustrato da Toppi e… guardavo un mucchio di cartoni animati. In realtà non tutti, avevo dei gusti ben precisi, ma ne guardavo tanti. L’animazione mi ha sempre affascinata, era la rappresentazione di una fantasia sfrenata. Puoi arrivare dove vuoi con l’animazione. Nessun limite. Ora lo so, lo so dopo 30 anni perchè ho continuato a guardare cartoni animati per tutta la vita.

È vero, ora manca l’assiduità e la frequenza dell’infanzia, ma fino a pochi anni fa mi era impossibile iniziare una giornata senza far colazione davanti al cartone animato di turno. Ho visto TUTTA la serie dei Pinguini di Madagascar, la Casa di Topolino, Dora l’Esploratrice e riesco benissimo a capire che non mi entusiasmano – non sono certo in target -, ma riesco a mettermi nelle condizioni che mi divertano proprio perchè non sono in target. Ancora più divertente poi è guardarli con un bambino e cantare con lui le sigle. “Ecco Topolino e questa è casa sua…

Tra parentesi. Ho smesso di guardare i cartoni a colazione solo perchè non ho la TV in cucina. È stato dolorosissimo smettere. Chiusa parentesi.

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Ho tenuto questa passione segreta tutta la vita, come se fosse qualcosa di cui vergognarmi. In realtà lo sapevano tutti, gli amici con i figli sapevano che avevo visto tutti i film di animazione in circolazione, specialmente quelli per bambini. Gli amici con bambini/ragazzi mi chiedono come io riesca ad avere così tanti punti di dialogo con i loro figli, soprattutto in adolescenza. Semplice, basta condividere la stessa passione. Passione che NON ha e NON deve avere età.

In Italia – per l’appunto – tutto questo è infantile e i giudizi pesano come macigni. Non è da questo che dipende quanto una persona possa essere matura o meno. Quando sono andata in Giappone per la prima volta ho scoperto che in questa piccola porzione di mondo ci sono un mucchio di miei simili e che addirittura in Giappone è considerato normaleEra inevitabile per me sentirmi a casa. Non ci ho potuto fare niente, proprio come quando ti innamori. Io non ho potuto che innamorarmi del Giappone e la nostra è una storia d’amore che mi dà linfa ogni giorno.

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Non ha a che fare solo con il mondo dell’animazione – ovviamente – ma con il mio carattere. Io non sono giapponese e non lo sarò mai, ma ho trovato in me stessa tanti punti di contatto e tanti contrasti da farmici sentire bene. In equilibrio.

Lo scrivevo già in questo post. Mi sento sempre così emozionata dalle creazioni di Miyazaki che un cinema della mia città mi aveva chiamata per presentare al pubblico un film dello Studio Ghibli. Io non sono proprio nessuno, ma ovviamente qualcuno ha capito meglio di me quanto mi sia caro questo mondo fantastico. Per me è semplicemente libertà infinita di immaginazione. La mia materia preferita. Quella con cui supplire una realtà che spesso è limitata.

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Quando sono andata in Giappone per la prima volta non è che ne fossi completamente digiuna, ma forse ero l’unica del mio gruppo a non essere giappo-fissata o giappo-ossessionata. Io ci sono andata perchè volevo vedere, tutto qui.

Quel mondo così strano che lascia tanto spazio a quello che non viene detto, esplicitato o a quello che non esiste se non nella fantasia mi ha conquistata nel giro di pochissimo tempo. Mi ha chiesto “Mi prendi in braccio?” e da lì non è più sceso. Ogni giorno nutro la mia passione con amore e dedizione. Le do da bere come se fosse una pianta, le parlo, le voglio bene. È il mio piccolo e grande cartone animato personale.

E ora io sono curiosa di sapere se anche voi avete (sicuramente li avete) dei luoghi/Paesi da cui siete ‘ossessionati’, dei luoghi in cui avete pensato “Eccoci, è il mio“. Se aveste voglia di raccontarmeli, io… ne sarei felice!

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5 pensieri riguardo “Eziologia di una passione giapponese

  1. Risuonerà sempre la frase di mia madre “ma non sei grande per i cartoni animati?”. Si il pregiudizio ingabbia! Bello il Giappone con le sue contraddizioni ci ho vissuto 6 mesi, ma la mia seconda casa è la Gran Bretagna. da Londra al più sperduto paesino delle Highlands avrò sempre qualcosa che mi affascina.

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  2. Per me pure il Giappone, e forse tutti i cartoni animati che abbiamo guardato (ameno chi era un bambino/ragazzino fino i primi/metà anni 90 (dopo sono arrivati altri cartoni) hanno influito piu o meno consciamente. Io ci sono stato per la seconda volta quest’anno e sono sicuro che ci sarà una terza, la curiosità per quel paese non cessa.
    Condivido anche il fatto che non ero Giappo-fissato o qualcosa di giappo-fissato tipo manga ecc., semplicemente nutro una naturale attrazione per quel paese misto tra l’irrazionale ed il razionale che ho tutt’ora, potrei sedermi a guardarmi in torno e sare gia felice, o mangiare nei posti più comuni, quelli dove mangiano loro-
    Ah e riguardo il fatto che la nostra bigotta e poco flessibile cultura ti abbia portato a nascondere la tua passione, mi piacerebbe mostrare a tutti una bella foto di un settantenne in una sala giochi mentre gioca ad un video game, cosa che nella nostra cultura sarebbe impossibile, ma quello è il Giappone e nelle sale giochi tradizionali in genere li ci trovi adulti sopra i 30 🙂

    Un saluto

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  3. Il Giappone è un posto incredibile. Noi ci siamo stati nel 2013 e naturalmente una delle primissime tappe è stato lo studio Ghibli, perché noi siamo appassionati di anime e affini. Tra un mese ci torneremo, e davvero non vediamo l’ora di ripartire!

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