Viaggio in Uzbekistan – FAQ vol. I

Si avvicina il periodo estivo e io vengo puntualmente sommersa da richieste di informazioni che spaziano in tutto il mondo. Non è assolutamente una lamentela, io sono solo che felice di poter essere di aiuto. Questa è semplicemente la spiegazione del perché in questo periodo sul mio blog stiano “fioccando” FAQ sui più diversi viaggi.

Oggi rispondo alle domande di Martasensei – la mia insegnante di giapponese – che ha la fortuna di volare tra poco in Uzbekistan.

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Le ho detto “Leggi il mio blog” poi però mi sono resa conto che non ho scritto più di tanto su questo viaggio, se non di quando ho scoperto che la dance anni ’90 spaccava anche lì, di quando ho conosciuto Farhod, di alcuni curiosi fatterelli che riguardano l’Uzb e anche di quel triste giorno in cui ho visto con i miei occhi quel che resta del Lago di Aral… nulla.

Dunque, Martasensei chiede (è solo la prima parte, a breve un post FAQ Uzb Vol. II):

1.Telefono / Wi-Fi?

Funziona tranquillamente, tenete semplicemente presente che in Uzbekistan c’è taaaanto deserto. Ecco, lì non prende. Non sempre. Telefonare in Italia significa accendere un mutuo. Fuori dall’Europa (se avete cellulare italiano) il mio consiglio è sempre di lasciar perdere il telefono e utilizzare solamente il wi-fi. L’ho trovato gratuito in tutti gli alberghi. In quello di Samarcanda e in un altro ostello funzionava male, ma è bastato andare alla reception per prendere bene il segnale. Andate sereni. Durante la notte che ho passato nella gher (non chiamatela iurta, è il termine russo, mentre gher è la vera parola mongola) nel deserto credo di averlo buttato il cellulare…

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Importante: siamo abituati a Whatsapp (purtroppo, perchè personalmente lo detesto e mi detesto per averlo scaricato, ora non posso più toglierlo), in Uzbekistan non funziona, scaricate Telegram e fate scaricare Telegram per inviare messaggi e messaggi vocali. Nemmeno Skype funziona, scaricate e fate scaricare Imo per chiamare.

Mappe: non c’è bisogno della rete per avere un navigatore a disposizione. Scaricate l’app maps.me, scaricate poi la mappa dell’Uzbekistan e siete a posto! Funziona offline.

2. Da donna a donna, come ci si deve vestire?

Eh, bella domanda. L’Uzbekistan è uno strano Paese. Io consiglio – per quanto possa fare caldo – di non avere vestiti troppo succinti, corti, attillati. Calzoncini al ginocchio ok! Mini shorts, anche no! Gonna medio-lunga ok! Mini, anche no! Nessuno vi dirà niente, ma vi sentirete più a vostro agio, fidatevi. Dopodiché questo aspetto e tanti altri cambiano radicalmente a seconda che siate in gruppo o da soli. Io sono stata così folle da andare sola e niente di mio passava inosservato mai, in bene, per carità, però era necessario non attirare oltre le attenzioni. In particolare se andate nella valle di Fergana (dove tra l’altro spesso piove, fa più freschino ed è la parte verde dell’Uzbekistan) che invece è più conservatrice di altre zone, vi consiglio di essere ben coperte.

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3. Come arrivarci in Uzbekistan?

Avete due alternative: l’Uzbekistan Airways con voli diretti dall’Italia oppure Aeroflot con scalo a Mosca. Se cercate in un motore di ricerca voli l’Uzb Airways non la troverete quasi mai… perchè? Perchè – da quanto ho capito – non è inserita nel circuito internazionale delle compagnie aeree. Tradotto in soldoni significa che non avete protezione rispetto a tutta una serie di situazioni come la cancellazione o il posticipo di un volo.

Il costo di Uzb Airways è lo stesso di Aeroflot. Capisco che lo scalo a Mosca allunga il viaggio e che gli orari di Aeroflot sono improponibili (si arriva a Tashkent alle 3 del mattino), ma è meglio sapere di poter tornare, no?

Il Paese è davvero difficile per chi non parla nessuna delle tre lingue ufficiali (uzbeko, russo, tagiko). Burocraticamente parlando è impegnativo. Io vi suggerisco la strada più sicura.

All’arrivo in aeroporto dovrete compilare due moduli da consegnare al controllo passaporti. Vi auguro già buona fortuna, perchè io non ho trovato moduli in inglese, ho dovuto compilarlo in russo.

Ah, anche al ritorno è così. Due moduli, non uno, capito?

Ah, accedete all’aeroporto solo se avete già il biglietto, idem stazione.

4. Visto?

A dicembre 2016 il governo uzbeko aveva dichiarato che avrebbe abolito l’obbligo del visto per una serie di Paesi, Italia compresa. Purtroppo l’operazione è stata bloccata e rimandata di 4 anni. Per andare in Uzbekistan serve necessariamente il visto, quello turistico vale fino a 30 giorni. Prendetevi un po’ di tempo per farlo. C’è un modulo online da compilare e consegnare al consolato/ambasciata con una serie di altri documenti. Questo ovviamente vale se siete in viaggio per conto vostro, i tour includono l’emissione del visto, solitamente.

5. Quali sono i pericoli?

L’Uzbekistan è un Paese severo, dove è meglio non scherzare. Seguitene le regole. Presentate puntualmente il passaporto, anche se lo mostrerete per la quinta volta in pochi minuti. Rispondete alle domande al meglio che potete. Chi siete, che fate in Uzb, che lavoro fate, quanto state, da dove venite (un fiorino, eheh). Chiari e precisi, per favore. Abbiate sempre con voi passaporto e i biglietti che vengono rilasciati da ogni singolo albergo in cui avete soggiornato, biglietti che certificano che voi siete stati lì quella/e notte/i, sono estremamente importanti, ve li chiederanno tutti i poliziotti che incontrerete. (anche qui il discorso vale soprattutto per i viaggi fai-da-te, il gruppo è a sé)

Attenzione a fare fotografie a Tashkent, molti edifici sono militari ed è vietato far fotografie. Tenete gli occhi ben aperti.

Non fate foto in metropolitana, c’è l’arresto immediato perchè le stazioni vengono considerate obiettivi strategici a livello militare. Sono fantastiche queste stazioni, vi tenteranno, ma non fate fotografie, ve ne prego. E nemmeno alle stazioni di treni, aeroporti, non ci provate nemmeno.

Non fate fotografie ai campi di cotone, è proibito.

6. Ospedali e farmacie

Mi dispiace, non ho avuto il ‘piacere’ e non so rispondere a questa domanda. Per fortuna ho sempre con me una piccola farmacia. Viaggiare soli è una responsabilità verso se stessi, non posso permettermi di non avere il necessario. Fortunatamente non è successo nulla e non ho indagato sulla situazione.

Io vi consiglio soprattutto di avere con voi una bella confezione di Plasil o di qualsiasi altro farmaco antiemetico. Premessa: io non soffro la macchina, anzi mi piace guidare e viaggiare con i più disparati mezzi, non è mai stato un problema. In Uzbekistan le strade corrono nel deserto che ogni tre per due le divora letteralmente. Lati di strada affondano nella sabbia oppure affondano centralmente. Chilometri e chilometri di slalom e buche e sorpassi e tentati schianti frontali. Prendete il vostro Plasil, suvvia. Non occupa molto spazio.IMG_0555

7. Cosa non mangiare (per non avere problemi di salute)?

Quando viaggio seguo una regola ferrea (dopo tante ‘belle’ esperienze in giro per il mondo): niente acqua dal rubinetto, neanche per lavare i denti, solo ed esclusivamente dalla bottiglietta confezionata di acqua.

Niente ghiaccio nell’acqua, viene dalla suddetta acqua del rubinetto.

Che dire poi della verdura fresca? Potrebbe essere lavata con l’acqua del rubinetto.

Seguendo le mie regole per una sopravvivenza d’oro è andata alla grande in Uzb senza problemi. Nell’Asia Centrale la cucina è abbastanza ripetitiva, mangerete spesso i cibi che trovate a questo link (grazie al blog farfalleetrincee.wordpress.com, ben fatto!)

La frutta è incredibile in Uzbekistan, deliziosa! (Sbucciata ovviamente, o lavata con la fida bottiglietta). E non perdetevi per nessuna ragione al mondo il pane uzbeko…

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Bevete senza timore anche il Kvas, la bevanda a base di pane fermentato, ne trovate di ottimo al mercato centrale di Tashkent.

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Per il momento mi fermo qui, ma a breve arriverà la seconda parte delle domande uzbeke. 

Se anche voi avete dei dubbi o delle domande, mandatemele senza problemi, risponderò volentieri (per quanto posso, ovviamente :))

7 pensieri riguardo “Viaggio in Uzbekistan – FAQ vol. I

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