Guatemala: itinerario di viaggio per due settimane – 1a parte

Sono stata in Guatemala nell’agosto del 2013. E Agosto fa rima con tosto e anche con Augusto, quell’amico che ha organizzato questo fantastico viaggio e di cui già vi parlavo qui. Il Grande Capo Augusto adorava il Guatemala, continuava a dire che nonostante avesse girato il mondo intero, il Guate era la sua meta preferita. Ci era stato 30 volte e non sto esagerando. Conosceva e salutava la gente per strada, parlava uno spagnolo tutto slang. Augusto era un mito.

Capisco perfettamente perchè amasse tanto questo Paese. In Guatemala c’è tutto: Caraibi, giungle, foreste, montagne, laghi, animali. Tutto quello che vi serve.

Io vi dico che è stato un viaggio impegnativo dal punto di vista fisico soprattutto nella giungla e soprattutto per la pioggia (non andate ad agosto, meglio di no), argomenti a cui ho appunto dedicato due blogpost ad hoc. Tutto sommato però più è difficile e più soddisfazioni dà, ho adorato ogni singola arrampicata su ogni singola piramide in vista, il nuotare nei fiumi di pioggia – letteralmente – e la lotta con la fatica di ogni giorno. Io… ve lo consiglio!

Itinerario:

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1° giorno: Volo da Bologna a Madrid e poi Madrid – Città del Guatemala. Ve l’ho già detto vero di evitare Iberia? Qualsiasi cosa pur di non volare Iberia. Grazie. Comunque non ero ancora partita ed ero già stanca morta. Succede che io preferisco sempre aspettare in aeroporto piuttosto che perdere voli e così fortunatamente sono partita un’ora prima perchè in autostrada ho trovato un INCIDENTONE. Siamo stati fermi un’ora e mezza. Io piangevo già, aspettavo questo viaggio da tutto l’anno e se perdevo questo volo, perdevo tutte le coincidenze e il viaggio. Chiamavo ossessivamente il numero delle autostrade e scopro così che ben due camion stavano occupando tutte e tre le corsie. Dopo del tempo che mi è parso infinito, le macchine cominciano ad andare. Arrivo all’aeroporto un secondo prima che chiudano il check-in. Sono così stanca che mi sembra che il viaggio sia già finito, ma per fortuna eccoci qui.

2° giorno: All’alba partiamo da un aeroporto privato di Città del Guatemala e con un piccolo aereo raggiungiamo Flores, nel Nord del Paese, zona giungla. Considerate invece che la capitale si trova a 1500 m. slm quindi per la valigia portatevi un po’ di tutto, si passa dal caldo umido al freschino dei monti in un attimo. Escursione in barca sul lago Petén Itza e visita del parco “El Petencito”. Questo parco ha quei bellissimi ponti in legno e corde, tutti tremolanti e un sacco di animali. La sera mi portano in un locale dove vengo presa di mira dal proprietario che vuole sposarmi e non mi molla un secondo. Prendo nota del locale e la sera dopo non ci passo nemmeno davanti per paura.

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3° giorno: Trasferimento al paese di Sayaxchè da dove, con una lancia, raggiungiamo lungo il Rio La Pasión il sito archeologico di Ceibal. Il sito è un grande centro cerimoniale collocato su tre montagne separate da avvallamenti che scendono verso il fiume. In ciascuna di esse si trova una grande concentrazione di edifici maya anche se, molti di questi, sono ancora sotterrati. Come vi ho già anticipato questa giornata si è merita un suo post, eccolo qui.

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4° giorno: Trasferimento al sito archeologico di Yaxhà sulle sponde della laguna di Yaxhà e Sacnab. Visita della necropoli nord con vista sulle due lagune e della selva del Parco Nazionale di Yaxhà. Questo Parco è bello quanto Tikal, ma… senza turisti. È fantastico! Le piramidi hanno gradinate abbastanza sconnesse e sono pericolose, ma nessuno vi fermerà e vi capisco. Io non ne ho persa una, ma state molto attenti!

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È “d’obbligo” la scalata del tempio 216, al tramonto, per una visione panoramica indimenticabile della laguna e della selva. D’obbligo sì, ma faceva un caldino che mi ricordo perfettamente. Perchè nei momenti di massima afa dei miei viaggi io penso al mio frigo a casa e a quell’acqua frizzante gelida al suo interno e a come vorrei bermela tutta d’un fiato. Era uno di quei momenti lì. Anche il deserto dell’Uzbekistan lo era. Noi non scaliamo la piramide, noi corriamo fino alla cima come fulmini perchè sta arrivando uno di quegli acquazzoni che ti rovesciano addosso secchi d’acqua. Per questo motivo il panorama era fantastico. Un cielo nero incombeva sulla laguna. Apocalittico. Scendiamo di nuovo di corsa, il tempo di infilarsi un inutile kway e arriva per fortuna l’autobus perchè sono secchiate in faccia.

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5° giorno: Trasferimento al Parco Nazionale di Tikal, il sito archeologico più importante del Guatemala e Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità, con le piramidi del Gran Giaguaro, la ineguagliabile Plaza Mayor, Plaza del Mundo Perdido, il Palazzo delle Finestre. Abbiamo pranzato al ristorante “El Meson”, all’interno del parco. All’epoca scrivevo così di quella giornata:

Se avete visto “Laputa, il castello nel cielo” capite bene come mi sento in questo momento. Nei secoli la natura ha ricoperto, circondato e protetto l’architettura maya. Questo posto è senza tempo.

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6° giorno: Trasferimento a Puerto Barrios e da qui in lancia si raggiunge Livingston abitato dalla comunità Garifuna. Ah, Caraibi.

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7° giorno: Augusto dice: “Ah, oggi, dopo la giungla e le piramidi finalmente ci riposiamo“. Ci riposiamo un bel niente, ho scoperto dopo. Partenza in barca diretti a “Siete Altares”con possibilità di fare un bagno sotto le cascate. Voi direte: figo! Lo dicevo anche io e in effetti è figo, ma non c’è sentiero. Praticamente dovete camminare a bordo del fiume, sulle rocce scivolose e nel fango per risalire le sette cascatelle. È bellissimo, ma dovete essere attrezzati e io non lo ero. Portate le scarpine in gomma da mare, quelle che si usano per le spiagge con sassi e non portatevi macchine fotografie, se non ben protette nello zaino. E che sia il più impermeabile possibile. Rischiate di cadere e dire addio alla macchina. L’ultima cascata è meravigliosa, un vero paradiso dove fare il bagno. Noi ci siamo portati del rum añejo e abbiamo brindato.

Proseguimento per Playa Blanca con tempo a disposizione per relax, bagni e sole. Era agosto quindi bagni e sole toglietelo dal programma, ma era bellissimo lo stesso. Spiaggia bianca caraibica che senza sole è ancora più bella. Prima del ritorno a Livingston ci siamo addentrati per un breve tratto nel Rio Cocolì.

 

Trovate l’album con le fotografie qui.

Trovate la seconda parte dell’itinerario qui.

4 pensieri riguardo “Guatemala: itinerario di viaggio per due settimane – 1a parte

  1. Ciao anche io prima di andare nello Yucatan sono stata in Guatemala, più precisamente nel 2012.
    Ricordo ancora quel bell’albergo in mezzo alla foresta dove con pochi soldi mi hanno fatto un massaggio eccezionale.
    Ricordo l’interminabile fila alla frontiera con il Messico visto che c’era uno sciopero e il pollo fritto che come lo mordevi era ancora pieno di sangue dentro.
    Ricordo che a Città del Guatemala le persone avevano paura di mio marito, poi ci hanno spiegato il perchè, per loro chi aveva tatuaggi faceva parte di una banda, poi leggendo i loro giornali ho capito ancora meglio la loro paura,crimini proprio di tutti i generi.
    E’ stata una bella esperienza, che però non rifarei.

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