Honduras: il sito archeologico di Copán

Ho fatto tappa in Honduras esattamente tre anni fa, durante il mio viaggio in Guatemala. Ho già promesso – e sicuramente lo farò presto – di pubblicare l’itinerario completo del viaggio che tra la tappa caraibica di Livingston e tra quella del meraviglioso Lago Atitlán (ne ho già scritto qui) consente di fermarsi in Honduras per un giorno e una notte. Qui è caldamente consigliata la visita del sito archeologico maya di Copán.

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Da Livingston quindi siamo partiti in lancia risalendo il Dio Dulce, fino al Castillo de San Felipe da dove abbiamo preso l’autobus per Copán, con una sosta al parco archeologico di Quiriguá per vedere le famose e meravigliose stele maya.

Sono tante ore di viaggio, ma ne vale assolutamente la pena. Il sito di Copán è patrimonio dell’UNESCO e ospita alcuni tra i più splendidi monumenti meglio conservati dell’intera “epoca” maya. La sera siamo approdati a questo hotel bellissimo che vi consiglio assolutamente: Hotel Marina.

Le vie del paesino sono strette quindi dalla fermata degli autobus si arriva a piedi con la propria valigia all’albergo. Il percorso era bellissimo, c’era un ristorantino meraviglioso, pieno di luci invitanti (foto), tutto il paesino era davvero invitante. Ci tornerei immediatamente.

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La mattina dopo siamo andati di buon ora al Parco Archeologico di Copán per due motivi: il primo è perchè il parco è immenso, il secondo perchè la strada per Panajachel è poi lunghissima.

C’è da camminare molto per visitare il parco.

All’ingresso siamo stati accolti da una guida che parlava mezzo italiano e lo usava per parlare di calcio, chiaramente. No, scherzo, dopo aver rotto il ghiaccio con il calcio è stato bravissimo a spiegare l’intero sito che è famoso in tutto il mondo perchè è l’unico ad avere una scalinata maya decorata.

Si inizia salutando i due pappagalli enormi che sono sempre appollaiati sulla rete di ingresso. Si prosegue in un parco secolare dove basta guardare in alto per vedere pappagalli colorati praticamente ovunque.

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Innanzitutto è importante sapere che sembra che la città di Copán sia stata abitata per due mila anni e che fu la capitale del cosiddetto regno del periodo classico maya, tra il V e IX sec. d.C. Era sicuramente tra i siti più importanti, per questo motivo è tanto estesa. E considerate che qui come in Guatemala molto è ancora da scavare perchè non ci sono soldi per poterlo fare e sanno perfettamente che il restauro e la manutenzione costerebbero più del lasciare il tutto così com’è ora. Capita spesso di incontrare strane colline verdi a forma perfetta di piramide.

La scala decorata con geroglifici

Il sito di Copán è famoso per essere l’unico al mondo ad ospitare una scala maya decorata con geroglifici. Ha un totale di 62 scalini lungo i quali sono disposti 2200 glifi che danno vita al più lungo testo maya esistente. Ancora purtroppo non si sa cosa ci sia scritto di preciso dal momento che alcuni glifi sono caduti nel tempo, ma ci stanno lavorando. Chissà che c’è scritto! Magari erano dei gran burloni…

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La stele C

La stele C è tra i più famosi monumenti di Copán. È stata realizzata nell’VIII sec. circa dopo la morte del 13mo re di Copán –  Waxaklajuun Ub’aah K’awiil – in suo onore. Entrambi i lati della stele sono stati intagliati, il primo lato ospita un viso giovane ed è rivolto verso est, il secondo lato è un viso di un anziano ed è rivolto a ovest. Entrambi simboleggiano l’arrivo e la scomparsa del sole. La stele è tra le meglio conservate e ancora mostra il colore rosso con cui è stata originariamente dipinta.

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giovane – est
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anziano – ovest

Pauahtun – il vecchio di Copán

Questa che vedete nella prossima fotografia è solo una delle due teste chiamate “il vecchio di Copán”. Sapete, l’età è sinonimo di esperienza e saggezza e infatti questo vecchio sembra essere stato identificato con l’incarnazione del dio Itzamna che creò l’universo all’inizio dell’era maya.

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Teschi

I teschi non rappresentano solo la morte. In questo caso specifico fanno parte di una scalinata e indicano che al di sotto di questa piramide ci sono le tombe del regnante precedente e della sua famiglia. Gli archeologi hanno scavato un percorso al di sotto di questa piramide che porta alla città sotterranea ancora nascosta. (ingresso proibito, purtroppo). Ci sono altri numerosi teschi sparsi per tutto il sito di Copán e hanno diversi significati tra i quali il tramandare la parola degli antenati o gli antenati stessi. Copán è una città che si è “tramandata” per secoli, di regnante in regnante. Impossibile non tenere conto del passato.

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I nidi di oropendoli

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L’oropendolo è un uccello tipico dell’America Centrale e i suoi nidi sono vere e proprie opere d’arte. L’uccello viene chiamato così perchè il nido è sostanzialmente un pendolo che dondola nell’aria, un cilindro dove all’interno riposano i piccoli. Questo uccello vive in colonie e quindi su un albero si possono trovare anche un centinaio di questi nidi.

Trovate l’album fotografico di Copán qui: https://www.facebook.com/casaomondo/photos/?tab=album&album_id=1730637357209620 

Non ho scritto che un ventesimo della storia lunghissima, contortissima e super affascinante di questa città. Ho trovato un bel dossier qui, nel caso in cui vogliate approfondire. Io vi consiglio di andare a vedere di persona!

2 pensieri riguardo “Honduras: il sito archeologico di Copán

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