Fatterelli motociclistici norvegesi

Nemmeno per oggi so da dove iniziare. C’è tanta di quella roba da dire. Ma non illudetevi che sia importante. Come sempre sono curiosità a caso che mi hanno colpita.

Parto subito comunicando che l’itinerario dell’attuale viaggio a due ruote attraverso la Norvegia lo condividerò volentieri al rientro con tanto di roadbook chilometrico, una roba seria. In quell’occasione commenterò tappa per tappa con informazioni utili per un viaggio. Quindi l’utile arriverà un’altra volta.

La seconda cosa da dire é che questo é un giro che DOVETE fare. Altri viaggi io li consiglio, ma qui vi obbligo a venire perché è inspiegabile la bellezza infinita di questo paese infinito. Il nostro giro é ideale per la moto, non ho mai visto posto migliore per la due ruote, ma va benissimo anche con la macchina, anche presa a noleggio.


E ora i fatterelli che noto mentre sono in moto e penso.


Di automobilisti, motociclisti e ciclisti

Innanzitutto quelli che condividono la strada con voi. Gli automobilisti sono prudenti, mooolto prudenti e quindi vi obbligano al sorpasso continuo. Da un lato é impegnativo dall’altro estremamente divertente. (So che mio padre sta leggendo e sta sorridendo pensando che lui avrebbe fatto di peggio, so che anche il padre di Marco sta leggendo e anche lui avrebbe fatto peggio di noi. Bravi i nostri papà!) Sono tutti così ligi che aprire il gas sarà una doppia gioia.

Poche moto intorno a noi, molto poche. Che strano. Questo è IL viaggio per la moto. Molte auto, ma soprattutto camper. Il traffico poi é molto meno che da noi, scorrevolissimo.

Incontriamo moto di ogni genere, i vecchi modelli anni ’80 vanno per la maggiore tra i norvegesi che sui veicoli da acquistare pagano tasse esagerate. Ieri abbiamo trovato uno svedese con una Honda Transalp e uno spagnolo con Honda Africa Twin. Ci sentiamo un po’ capiti.

E ora arriviamo al capitolo dei ciclisti. Nella mia ultima rubrica di fatterelli norvegesi vi avevo parlato dell’amore per la bici e per gli sport più estremi. Abbiamo visto biciclette sulle salite peggiori, nei peggiori momenti, con il freddo gelido e la pioggia. Le abbiamo viste solo in salita, come se gli piacesse solo faticare. Ho detto a Marco che per me nella  discesa la bici la caricano in macchina. Fare una discesa é un disonore per lo sport!

Ah, se volete saperne di più su come fare voi stessi un viaggio in bicicletta – discese comprese – nel Nord Europa ecco qui un articolo che ho scritto per viaggi.corriere.it

Dei cartelli stradali

Restando in tema strada vi segnalo che in Norvegia hanno i cartelli più divertenti del mondo. Attraversamento renne, attraversamento alci, attraversamento mucche, attraversamento mucche con vitellini, nulla é lasciato al caso! Tutti questi animali sono il motivo per cui dovete evitare di guidare con il buio in Norvegia.

Comunque, se da un lato i cartelli animali abbondano (sembra che quello delle renne sia il più rubato al mondo, come souvenir) dall’altra i cartelli di indicazioni stradali scarseggiano. Tu vedi il cartello con il luogo dove devi andare e poi… non resta che fidarti, perché fino a destinazione potresti non trovare più cartelli.

Se guidate in Norvegia guardate bene i cartelli prima dell’ingresso nelle rotonde perché in corrispondenza delle uscite non c’è più alcuna segnalazione.

Dei cantieri

L’altro ieri siamo stati fermati sulla strada 55 a pochi km da Balestrand. Stanno facendo dei lavori al tunnel. Eravamo già pronti a buttare a monte il giro perfetto che ci consentiva di costeggiare il Sognefjord. Che peccato! E invece ci informano che ci sono degli orari prestabili per i convogli di veicoli. Ci danno un opuscolo multilingue e il prossimo convoglio parte tra un’ora. Io amo la Norvegia. Pappa e poi si riparte per la strada mozzafiato che costeggia il fiordo più lungo della Norvegia. Yuppi!

Accade spesso in Norvegia e Svezia che ci siano dei veicoli da aspettare che vi accompagneranno lungo il cantiere. Marco ed io li abbiamo soprannominati gli “escort dei cantieri”.



Dei tetti verdi

Lungo la strada si vedono ovunque i famosi tetti verdi, ovvero coperti da vegetazione. Si narra che i primi giardini pensili del mondo siano stati quelli di Babilonia e quelli dei Vichinghi il cui lascito é ancora visibile oggi nel Nord Europa. Questa splendida abitudine stava per perdersi, ma il Governo norvegese ha fatto di tutto per incentivare la costruzione di questi tetti coperti di vegetazione e arbusti.

Ma se ti cresce un giardino in testa, beh dovrai tagliarlo il prato prima o poi, no? E infatti ieri ho visto un vecchietto sul tetto con il tosaerba, un’immagine unica!!!

Spiace di non avere la foto.



Dei giardini kitsch

Lungo la strada non ho potuto non notare la quantità incredibile di dettagli kitsch nei giardini delle splendide casine norvegesi. Ho visto dei bambi di varie dimensioni, statue di dee, gnometti, troll, fontanine, carioline, vasettini. Lo so che ci sono anche in Italia, ma qui la quantità è imbarazzante, sono ovunque. Vorrei tornare per fare un viaggio allo scoperta dei giardini kitsch. Se qualcuno é interessato, mi faccia sapere!

Degli smerigliatori

Nella regione del fiordo di Geiranger e Ålesund dove ci trovavamo ieri é molto utilizzato il ferro per le strutture turistiche e i centri città. Ferro ossidato. Ci credete che sul Monte Dalsnibba abbiamo trovato un signore che di lavoro fa lo smerigliatore di ferro e stava ripassando una ringhiera del punto panoramico per rendere il ferro arrugginito più uniforme nella sua colorazione? È pazzesco. Questo paese non finisce di stupirmi.

7 pensieri riguardo “Fatterelli motociclistici norvegesi

    1. Ciao ragazzi, io lo rifarei volentieri, ma sono solo lo “zainetto” è il mio amico Marco che guida. 😂 Non so se ripeteremo il viaggio insieme, ma io vi dico: fatelo, perché non c’è posto migliore per una moto! Quando torno pubblico i dettagli e sentitevi liberi di chiedere se avete bisogno di info! Buon tutto

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