Lo sapevate che la Colonna della Vittoria di Berlino…

di Piero Galli

1098161_10201678335188219_1093938032_nUna comune sera d’inverno, in centro, a Brescia, in piazza della Vittoria, l’amica Laura mi chiede di scrivere qualcosa su Berlino per il suo blog. Ovviamente, essendo io di formazione Architetto, docente di Progettazione, appassionato di Storia dell’Architettura, si tratterebbe di mettere uno zampino architettonico dentro il blog della più instancabile viaggiatrice ch’io conosca. Ed eccomi qua. Tra l’altro, a Berlino sono stato proprio con lei, anni fa. Troppa roba. Ma tranquilli che non mi dilungherò sull’analisi dei singoli monumenti.

Vado dritto dritto a snocciolare una delle chicche che di solito racconto ai miei allievi: la Colonna della Vittoria (Siegessäule), inaugurata nel 1873 per commemorare la vittoria contro i danesi (1864). Innanzi tutto, fate in modo di trovarvi alla Porta di Brandeburgo. Eccovi, siete di fronte al simbolo della città e della Germania per eccellenza. Una struttura monumentale, autocelebrativa, in stile neoclassico d’ordine dorico, come un arco trionfale, con tanto di quadriga scultorea in sommità. Rischio di partire per la tangente… scusate, ma poi vedrete che mi ricollego. La Porta è affiancata da due più bassi corpi colonnati, del medesimo stile, aggiunti nel 1868 dall’architetto Strack (che a Brescia, in dialetto, significa “stanco”). Quindi, dicevo, superate la Porta di Brandeburgo, in direzione ovest, ovvero uscite da quella che era Berlino Est, per percorrere il viale del 17 giugno (Straße des 17. Juni). Vi trovate in un enorme parco (Tiergarten) che vi dà l’impressione di uscire dalla città per fare una gita in campagna. Godetene per circa 1 km e mezzo. Si può fare.

Ed ecco che, nel mezzo di un’ampia rotonda stradale, svetta la Colonna della Vittoria, sotto la quale l’americano Obama tenne un discorso all’Europa, prima della sua elezione a presidente degli Stati Uniti. La colonna è una torre fruibile, alta circa 60 metri. Ok, non sono i 368 metri della Torre della Televisione (con vista panoramica a 207 metri), ma i turisti fanno ugualmente la fila alla biglietteria per ascendere, lungo una scala a chiocciola, per godersi il panorama sul parco e sulla città. L’ha progettata l’architetto Strack. Già sentito questo nome? Nel 1864 l’architetto tedesco era a Brescia. Ecco la chicca! Era a Brescia, presente all’inaugurazione del primo Cimitero Monumentale d’Italia, il Vantiniano. Rodolfo Vantini era già morto da qualche anno e l’ultimo elemento del suo progetto, la Torre Faro, illuminava la notte funebre nel centro dell’impianto neoclassico. Heinrich Strack restò folgorato dalla sua bellezza e, rientrato in patria, lo ripropose con uguali proporzioni per Berlino, ammettendo di non aver saputo inventare qualcosa di migliore.

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Qualche differenza la vedrete: materiali impiegati e quindi colorazione, alto basamento, sommità con statua dorata al posto della lanterna. Ah, dimenticavo, un’altra differenza c’è: a Berlino vedrete una fila di turisti; a Brescia solo qualche anziana che cambia i fiori alla tomba del marito. Sì, ok, se volete salire sulla torre di Brescia un modo c’è: dovete fare richiesta al direttore del cimitero e avere un amico comune, meglio se un parente, con il responsabile edilizia monumentale del Comune, che gli dica che siete della sua stessa parte politica. Ingresso gratuito, preferibilmente con mancia.

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