Berlino Mitte: luuuuuunga passeggiata da Hallesches Tor a Postdamer Platz. Con fermate.

Riassumo un attimo: l’ultima volta ho espresso brevemente la mia spassionata opinione personale su Berlino e ho confessato tutto quello che so, ho visto, sentito e letto in merito a Kreuzberg e Friedrichshain facendo un bel minestrone condensato di tutte le mie esperienze in questi quartieri.

Ho promesso nella puntata precedente che avrei continuato a parlare di Berlino e lo faccio oggi concentrandomi sul Mitte. Mitte in tedesco significa centro (o anche metà che nel caso di Berlino mi sembra una coincidenza beffarda). È il quartiere del centro a tutti gli effetti, ma dovete immaginare che è esteso quanto una città. Infatti sono in imbarazzo sul dove partire con i racconti, tanto è variegata la scelta.

Proposta itinerario

Potremmo parlare di Sophienstraße, nella zona di confine con Friedrichshain e quindi restare un po’ di più sul tema della scorsa volta, la Berlino underground, per passare poi dalla Museumsinsel (l’isola dove sono concentrati i tre principali musei cittadini) sul fiume Sprea, il Berliner Dom, il duomo di Berlino. Proseguiamo con il giro classico per il viale Unter den Linden fino alla porta di Brandeburgo, fermandoci due secondi in Pariser Platz per qualche dettaglio. Vediamo il monumento all’Olocausto proprio dietro l’angolo e una sorpresa dietro l’altro, vicinissimo, angolo del Reichstag. Il famoso bunker – sì, QUEL bunker – è in zona, due passi e arriviamo a Potsdamer Platz e da lì parte l’architour alla volta del quartiere delle ambasciate per arrivare al bauhaus archiv. Poi ci ritroviamo nel bel mezzo del meraviglioso Tiergarten e allora diamo un’occhiata alla Colonna della Vittoria (Siegessäule in tedesco, ci sarà presto un post SOLO su questo tema) e ci spingiamo poi verso il Kurfürsterdamm e la chiesa del ricordo, Gedächtniskirche. Ho reso l’idea di quanto sia immenso il Mitte di Berlino? C’è di tutto e di più con dei contrasti pazzeschi che sono e devono essere l’anima di una città che ha avuto ritmi diversi.

Se da Sophienstrasse (ex Berlino est) prendete la metro e scendete a Kudamm (abbreviazione di Kurfürsterdamm – ex Berlino Ovest) vi sentirete confusi, vi chiederete se è la stessa città. Ecco perché ribadisco che mi sembra importante che prima di partire ci si faccia un’idea di come fosse la città prima del 1989 e di come fosse prima ancora della Seconda Guerra Mondiale. Insisto sull’importanza della storia. Lo è per ogni luogo. Ma qui è tutto molto, sempre, tanto recente.

Bene dai, iniziamo?

Partiamo come anticipato da Est e andiamo verso Ovest – e qualcosa mi dice che ci vorrà un altro blogpost per finire -, MA: non faremo il giro descritto sopra. Tenete buono il primo itinerario come una prima proposta, ora ne seguiremo un altro.

Il nostro itinerario

Partiamo da Kreuzberg, torniamo un attimo alle atmosfere underground dell’ultima puntata, prendiamo la metro e usciamo ad Hallesches Tor. Entriamo in quello strano cerchio che è Mehringplatz, una piazza e un palazzo circolare, la attraversiamo. Tra i muri di Mehringplatz si apre una tra le più splendide raccolte di graffiti berlinesi. Perdetevi tra i grandi occhioni di quei bambini. È uno spettacolo commovente.

IMG_1673Attraversando la piazza si arriva a un vialetto che diventa poi Friedrichstraße e noi svoltiamo poco dopo sulla destra verso un altro vialetto pedonale e ciclabile che ci porta dritti dritti di fronte al Jüdisches Museum Berlin, il Museo Ebraico di Berlino. Sono convinta che sia una tappa obbligata per chi visita Berlino (meglio prenotare, è sempre molto visitato). Questo edificio è una e propria opera d’arte che mescola l’architettura decostruttivista d’avanguardia alla scultura. L’architetto Libeskind che ha firmato il progetto ha destrutturato la stella di David trasformandola in un lampo. L’edificio dall’alto ha un vero e proprio aspetto da lampo (tant’è che viene chiamato Blitz, lampo in tedesco) nei cui ambienti scorre la storia degli ebrei tedeschi. Se avete in mente di visitarlo allora vale la pena approfondire le caratteristiche di questo incredibile edificio dagli angoli taglienti. Il Museo è innovativo anche nell’esposizione, è molto interattivo e ludico, ideale per i bimbi.

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Uscendo dal Museo ripercorriamo il vialetto da cui siamo arrivati e una volta all’incrocio con Friedrichstraße giriamo a destra e camminiamo e camminiamo fino a che arriviamo a un altro museo cittadino: Mauermuseum am Checkpoint Charlie. Questo punto segnava il passaggio tra i settori russo e americano della città divisa dal Muro, nel museo si racconta la storia del Muro e soprattutto le imprese di chi ha lottato per la propria libertà cercando di attraversare il confine. Anche questa mi sembra una tappa fondamentale per chi visita Berlino.img-160707133827

Dall’altro lato della strada c’era un bar che credo ci sia ancora, forse il Balzac Café. A novembre 2002 sono stata ospite da un’amica per una settimana, scappavo da un esame universitario che non avevo alcuna voglia di dare. Mi sono rifugiata a Berlino e un giorno mi sono rifugiata in quel bar per un po’ di tepore. Ricordo uno strudel con panna da capogiro, alla faccia di quell’esame (che ho dato due mesi dopo, ed è andato anche bene, tié). Durante quella settimana a Berlino ho accompagnato la mia amica a lezione alla Freie Universität e ho partecipato a un laboratorio di lingua tedesca, quel giorno era di scena il congiuntivo II, che sarcastica fortuna! Un giorno abbiamo persino partecipato a lezione di giapponese in tedesco, ho ancora gli appunti di letteratura moderna giapponese. Che esperienza!

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Scheda dell’autore: Yasunari Kawabata. Dai miei appunti universitari berlinesi

Torniamo a noi. Il museo del Muro fa angolo con Kochstraße, percorriamola fino all’incrocio con Wilhelmstraße e lì giriamo a destra e subito dopo sulla sinistra ci troviamo di fronte a un museo a cielo aperto: Topographie des Terrors. Si tratta essenzialmente di una mostra fotografica tra le fondamenta e gli scantinati ritrovati dagli scavi fatti in zona. Qui sorgeva la sede della Gestapo. Aria pesante, ma mai da dimenticare. Quest’area è delimitata da una porzione di Muro originale che corre lungo Niederkirchnerstraße. Possiamo percorrere questa via fino in fondo e poi girare a destra e ancora un piccolo sforzo… siamo a Postdamer Platz.

Sì sì, Berlino ha milioni di autobus, tram, U-Bahn, S-Bahn (U-Bahn è la metro, S-Bahn è una sorta di treno veloce, ma non cambia, il biglietto è sempre lo stesso), ma che gusto farsela a piedi. A ogni angolo troverete qualcosa da vedere o da fare. A Berlino è d’obbligo curiosare!

La prima volta che ho visto Potsdamer Platz correva l’anno 2000. Vivevo ad Amburgo, avevo fatto una gita a Berlino in autobus, era luglio inoltrato, ma avevo il mio fidato giubbino di jeans e meno male. Potsdamer Platz, da molti considerato il nuovo cuore cittadino, era un cantiere. Era davvero un cantiere, non c’era nulla se non una voragine piena di gru. C’era solo la fermata della U-Bahn, identica a come la trovate oggi e quella piccola sezione del Muro tuttora presente in esposizione. Potete facilmente immaginarvi il mio smarrimento quando nel 2009 ho rivisto la piazza. Ah. La torre Debis di Renzo Piano sulla sinistra e il Sony Centre sulla destra. Personalmente non mi fa impazzire, quest’accozzaglia di stili e materiali mi risulta abbastanza disordinata e fredda, ma non posso che ammirare la cupola del Sony Centre, un vero e proprio capolavoro ingegneristico dall’effetto incredibile.

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Attraversiamo il Sony Centre ben riparati dalla grande cupola e cerchiamo Ben-Gurion-Straße, lì ci apparirà in tutto il suo splendore la Berliner Philarmonie sede dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. Bella da vedere, sorge come un gioiello brillante. Ha una struttura particolare di forma pentagonale, il palco è posizionato al centro della sala e circondato dagli spettatori. La sua forma ha consentito di creare dei giochi di prospettiva al suo interno. Consiglio una visita, seppur breve.

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Ora riposatevi e io farò altrettanto. Nella prossima puntata proseguiamo il tour per Berlino Mitte.

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